L’importanza di monitorare la qualità dell’aria negli ambienti conservativi

Lo studio della qualità dell’aria nel settore dei beni culturali: un’ampia selezione di accurati sistemi di acquisizione dati consentirà di sorvegliare gli spazi espositivi e conservativi in tutti i momenti della giornata, garantendo il controllo dei principali parametri ambientali coinvolti nei processi deteriorativi delle opere d’arte.

L’inquinamento atmosferico è una delle principali cause di danno alla salute umana e ai materiali esposti sia all’aperto che all’interno di edifici. Attualmente, l’interesse della comunità scientifica internazionale verso lo studio della qualità dell’aria negli ambienti confinati è principalmente legato agli effetti sulla salute causati dall’esposizione a sostanze tossiche o potenzialmente dannose. Tuttavia, il controllo dell’ambiente indoor ha ricadute non solo per quel che riguarda la salute pubblica e dei lavoratori, ma anche nel settore del patrimonio culturale. Controllare la qualità dell’aria a contatto con l’oggetto museale significa non solo contenere la concentrazione degli inquinanti gassosi e particellari presenti nell’aria, ma anche conoscere il danno che ciascun inquinante può comportare sul singolo oggetto esposto.

In particolare, gli effetti che gli inquinanti hanno sui materiali con i quali vengono a contatto sono diversi: scolorimenti, macchie, ingiallimenti, perdita di brillantezza e lucentezza, corrosione di metalli e vetri, infragilimenti, ossidazioni, fenomeni di idrolisi dei materiali organici etc. Le interazioni che si instaurano tra manufatti, ambiente circostante e inquinanti sono quindi molto complesse e dipendono principalmente da: fenomeni di scambio tra aria interna ed esterna, modalità di diffusione delle masse d’aria e pertanto degli inquinanti nell’ambiente interno, reattività chimico-fisica degli inquinanti presenti nell’aria indoor, o processi di adsorbimento e deposizione sulle superfici.

Occorrerà fare attenzione soprattutto alle condizioni di presenza di elevata umidità relativa o di acqua di condensazione, che costituiscono le condizioni migliori per un rapido deterioramento dei materiali, in quanto favoriscono sia l’azione delle sostanze inquinanti, sia i danni dovuti alle sollecitazioni fisica dei materiali.

Figura 1_Schema con le possibili veicolazioni di inquinanti in ambienti museali

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In particolare, le deposizioni di particolato atmosferico sulle superfici, oltre a costituire un potenziale rischio per l’innesco di dannosi processi chimici, possono causare anche danni di tipo estetico, provocando l’annerimento delle stesse e alterandone la percezione visiva. Il particolato sospeso in atmosfera può essere trasportato all’interno direttamente dal pubblico, oppure penetra tramite qualsiasi tipo di apertura verso l’esterno.

Il monitoraggio a lungo termine e le misure puntuali della concentrazione di inquinanti atmosferici non è semplice da eseguire, poiché richiede una strumentazione specifica normalmente gestita da personale tecnico specializzato. Ascisse S.r.l., azienda specializzata nel settore degli strumenti di misura per il controllo ambientale, offre un’ampia selezione di accurati sistemi di acquisizione dati dedicati al settore dei Beni Culturali, offrendo sempre il giusto compromesso tra funzionalità e requisiti estetici. Oltre alla fornitura della strumentazione, tecnici specializzati si occuperanno di analizzare ed interpretare i dati raccolti, fornendo una valutazione complessiva dello stato dei locali dal punto di vista della qualità dell’aria.

Un controllo ambientale che non si limiti solamente al monitoraggio parametri termo igrometrici, risulta quindi fondamentale per ottimizzare sia le condizioni conservative delle collezioni, sia per supportare al meglio i curatori che si occupano della gestione museale. 

Per maggiori informazioni sui sistemi e servizi offerti consultare il sito http://ascisse.it/settori/beni-culturali/

A cura di Marta Di Michele