Polveri

Ascisse S.r.l. mette a disposizione una vasta serie di campionatori personali, ad alto flusso e con tecnologia “light scattering” per misurare la concentrazione e per la successiva caratterizzazione delle polveri sottili nelle frazioni inalabile, toracica e respirabile (PM100, PM10 e PM2.5). In conformità alle attuali direttive europee di settore, i dispositivi sono disponibili con diversi range di portata e con diversi livelli di funzionalità e programmabilità.   funzioni per la memorizzazione dei dati. Ideali per applicazioni in ambito industriale, per la valutazione dei rischi per la salute del lavoratore ma anche in ambito museale.

I principali campionatori di polveri e accessori correlati che offriamo sono

– Campionatori personali
– Campionatori ad alto flusso
– Calibratori e flussimetri
– Nefelometri laser
– Preselettori per campionamento personale di polveri
– Campionamento di silice libera cristallina
– Membrane filtranti (in Argento, fibra di Quarzo, fibra di Vetro, PTFE, Policarbonato e PVC)

Le nostre proposte:

Campionatore personale
Recom GilAir Plus

Campionatora Gil Air Plus

Misuratore polveri
AEROCET 831

Polveri Aerocet 831

Campionatore a basso flusso
Recom Gilian LFS-113

Recom_Gilian_LFS_113

F.A.Q.

Cos’è il particolato?

Il particolato (particulate matter, PM) e le polveri totali sospese (PTS) rappresentano l’insieme di particelle disperse in atmosfera, solide e liquide, con range dimensionale variabile dai nanometri (nm) ai centinaia di micrometri (µm). Le dimensioni delle particelle costituiscono il parametro più importante per la descrizione del loro comportamento e della loro origine. Dal momento che le particelle hanno generalmente densità non omogenea e forma non sferica, quando si parla di diametro particellare si fa riferimento ad un diametro “equivalente”, il cosiddetto diametro aerodinamico (dae). Quest’ultimo viene definito come il diametro di una particella sferica a densità unitaria (1g/cm3) che ha la stessa velocità di sedimentazione della particella presa in esame ( EPA 2001).

Sulla base del diametro aerodinamico l’EPA (environmental protection agency) definisce:

  • PM10 come la frazione di particolato raccolta da un sistema di campionamento che ha un’efficienza del 50% per particelle con diametro aerodinamico pari a 10 µm
  • PM2,5 come la frazione di particolato raccolta da un sistema di campionamento che ha un’efficienza del 50% per particelle con diametro aerodinamico pari a 2,5 μm.

Perché rilevare la concentrazione di polveri nell’aria ambiente?

Nell’ambito della sicurezza sul lavoro la misura della concentrazioni di polveri risulta necessaria in quelle attività che espongono i lavoratori presenti ad un rischio per la salute a causa dell’assorbimento per via inalatoria del particolato disperso. Si tratta di controlli di tipo igienico-ambientale finalizzati alla determinazione del PM e/o PTS.   Le frazioni di polveri individuate ed utilizzate nell’analisi del particolato nell’Igiene Industriale sono quelle definite dall’ACGIH (Association Advancing Occupational and Environmental Health) e dalla norma UNI EN 481; la classificazione  delle polveri in funzione degli effetti sull’apparato respiratorio umano prevede tre frazioni:

  • Frazione inalabile, particelle con dae pari a 100 μm. Queste particelle possono depositarsi in qualsiasi tratto delle vie respiratorie ma che interessano particolarmente la regione extratoracica (naso, bocca, faringe e laringe).
  • Frazione toracica, particelle con dae pari a 10 μm. Tale frazione penetra e si deposita oltre la laringe nella regione toracica (trachea, bronchi e bronchioli) e quindi ovunque entro le vie aeree polmonari e le regioni di scambio gassoso.
  • Frazione respirabile, particelle con dae pari a 4-5 μm. Tale frazione rappresenta le particelle che entrano e si depositano nella regione alveolare, o degli scambi gassosi, che include bronchioli respiratori, dotti alveolari, sacchi alveolari ed alveoli interessata dalla deposizione per sedimentazione e diffusione di particolato con dae compreso tra 0.1 µm e 5 µm.

La valutazione dell’esposizione a polveri nei luoghi di lavoro rientra nel Titolo IX del D.lgs 81/08 ovvero tra gli agenti chimici pericolosi; il datore di lavoro è dunque tenuto ad eseguire il monitoraggio ambientale con campionatori fissi o personali e deve interessare non solo le frazioni granulometriche tradizionali dell’Igiene Industriale (frazione inalabile, toracica e respirabile) ma anche quelle frazioni (PM10, 2.5) usate comunemente nella valutazione della qualità dell’aria allo scopo di verificare il rispetto dei valori limite di esposizione professionale esistenti (TLV-TWA dell’ACGIH: concentrazione media ponderata nel tempo, su una giornata lavorativa convenzionale di otto ore e su quaranta ore lavorative settimanali, alla quale quasi tutti i lavoratori possono essere ripetutamente esposti, ogni giorno, senza effetti negativi). Nei soli casi in cui ci siano incertezze sulla reale composizione e sulle caratteristiche fisico/chimiche del particolato, sarà necessario procedere all’analisi qualitativa delle polveri stesse.

Materiale particolato e Beni Culturali

Nell’ambito della conservazione dei Beni Culturali esposti negli ambienti museali, si è storicamente data sempre maggiore importanza all’influenza delle variabili di temperatura e umidità relativa sulla conservazione delle opere artistiche. Solo negli ultimi anni è cresciuta notevolmente la consapevolezza del problema rappresentato dalle deposizioni di particolato atmosferico sui manufatti musealizzati. Queste deposizioni infatti possono costituire un potenziale rischio per l’innesco di processi chimici che favoriscono il deterioramento delle opere da preservare. La deposizione di particolato sulle superfici può causare anche un danno di tipo estetico, provocandone l’annerimento e quindi riducendone complessivamente la fruibilità, a causa dell’alterata percezione visiva. Per questi motivi, un controllo ambientale che non si limiti solamente al monitoraggio dei parametri termo igrometrici, risulta fondamentale per ottimizzare le condizioni conservative delle collezioni.